Angelo Pili, tra melodic techno, Apogee e Jaywork Music
Angelo Pili, tra melodic techno, Apogee e Jaywork Music
Il producer italiano Angelo Pili ha iniziato una bella collaborazione con Apogee Music, la label techno del gruppo Jaywork Music. «Negli ultimi mesi avevo ripreso ad ascoltare spesso Bring the Noise dei Public Enemy, e da lì è nata l'idea di farne un omaggio in chiave melodic techno. Ho ricostruito alcune parti del sample e le ho integrate con un sound più dark e atmosferico. Il risultato mi è sembrato subito forte e molto ballabile, e quando l'ho inviato ad Apogee è stato accolto immediatamente», racconta Angelo Pili.
Come hai iniziato a collaborare con Apogee Music e Jaywork?
Cercavo una label che credesse davvero negli artisti e offrisse un percorso di crescita. Avevo diverse opzioni, ma Apogee e Jaywork si sono distinte per la qualità delle produzioni e la serietà del team. Dal primo confronto c'è stata sintonia, ed è stato naturale iniziare a collaborare.
Qual è la tua 'visione' per quel che riguarda la techno e la melodic techno? Cosa ti piace e cosa non ti piace?
La techno per me è sempre stata ricerca e identità. Negli anni, però, molte produzioni sono diventate troppo "plastiche". La melodic techno ha riportato atmosfera e profondità e suono analogico, ma una parte del filone mainstream oggi suona molto più pop, vedi gli Artbat. In questo momento mi ritrovo di più nell'underground, che mantiene quelle vibrazioni più cupe e autentiche.
Come racconteresti la tua musica e la tua carriera a chi non ti conosce?
Ascolto generi molto diversi tra loro — dalla techno old school al trip hop, liquid drum'n'bass, fino alle colonne sonore — e cerco di portarli nelle mie produzioni attraverso piccoli dettagli sonori. La mia carriera è un percorso costruito passo dopo passo, con l'obiettivo di definire un'identità musicale riconoscibile.
Come è cambiata la produzione musicale in ambito dance e dintorni negli ultimi anni?
Negli ultimi anni la produzione dance è stata penalizzata dai social: tutto deve funzionare in pochi secondi, e questo ha portato a brani sempre più semplici e standardizzati. Inoltre molti pezzi sono diventati collage di sample scaricati da librerie come Splice, spesso senza una vera identità. Nelle mie produzioni preferisco un approccio opposto: costruisco quasi ogni suono da zero, perché solo così un brano può essere davvero personale e riconoscibile.
La musica da ballo da diversi anni non riesce ad uscire dai club e dai festival come ai tempi di Avicii. Il pop di artisti come Taylor Swift e Bad Bunny domina le classifiche mondiali. Cosa possono fare gli artisti della scena elettronica per tornare al top?
Posso parlarti di cosa succede nel nostro genere, la melodic techno: gli eventi che Afterlife ha portato nel mondo con visual futuristici, scenografie apocalittiche e una cura estetica, ha trasformato i loro show in esperienze immersive e dato un'enorme visibilità al movimento. L'evento di Anyma allo Sphere di Las Vegas di qualche mese fa ne è la prova più evidente: un successo enorme e una risonanza globale che ha dato al genere una visibilità mai vista prima. Questo dimostra che quando l'elettronica unisce musica, immaginario e innovazione, riesce a raggiungere un pubblico molto più ampio e a uscire dai confini dei club.
APOGEE MUSIC su Instagram
https://www.instagram.com/apogee_music_official/
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